Corea del Nord, Pence: "Finita era pazienza strategica, pronti a ogni mezzo"

Italia, Lunedì 17 Aprile 2017 - 08:15 di Redazione

Il vicepresidente americano Mike Pence ha affermato oggi che "l'era della pazienza strategica è finita" con la Corea del Nord, aggiungendo che gli Usa e i loro alleati utilizzeranno "mezzi pacifici o in ultima analisi qualsiasi mezzo necessario" per proteggere la Corea del Sud e stabilizzare la regione.Pence ha detto poi che Trump spera che la Cina userà le sue "leve straordinarie" per fare in modo che Pyongyang abbandoni il suo programma missilistico e nucleare.Il vicepresidente Usa ha visitato stamani una base militare vicino alla Zona demilitarizzata coreana (Dmz), una striscia di terra 'cuscinetto' istituita nel 1953 in accordo con le Nazioni Unite che attraversa la penisola coreana per i 250 km del confine tra il Nord e il Sud. La tappa non era esplicitamente indicata nel programma ufficiale del viaggio di Pence in Corea del Sud.Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rompe il silenzio dopo il lancio fallito nordcoreano e torna a twittare, affermando che la Cina sta lavorando con gli Usa per risolvere "il problema nordcoreano". "Perche' dovrei chiamare la Cina un manipolatore di valuta quando sta lavorando con noi sul problema nordcoreano. Vediamo cosa succede!", scrive Trump.Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, è a Seul, in Corea del Sud, poche ore dopo il lancio missilistico fallito da parte della Corea del Nord. Pence, che inizia a Seul un tour di 10 giorni in Asia, era stato informato del tentativo durante il viaggio. Gli Stati Uniti stanno valutando "una serie di opzioni" in risposta a quello che considerano uno schema provocatorio della Corea del Nord "per agire in modo da evitare il peggio". E' il consigliere per la sicurezza Nazionale Usa HR McMaster a parlare dopo il lancio missilistico fallito di Pyongyang. 'Stiamo lavorando con i nostri alleati e partner e con la leadership cinese, per sviluppare una serie di opzioni - ha detto McMaster parlando con la ABC - Il presidente Trump è stato chiaro nell'affermare che non accetterà la minaccia nordcoreana verso gli Stati Uniti e i suoi alleati e partner nella regione. Agirà nell'interesse del popolo americano''.La Corea del Nord tenta, ma fallisce, un nuovo lancio missilistico, a poche ore dalla parata militare a Pyongyang in cui il regime di Kim jong-un ha messo in campo una delle piu' imponenti dimostrazioni di forza in cui hanno sfilato i missili simbolo della minaccia nordcoreana che costituisce quel problema cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha garantito "verra' posto rimedio". Questa sera pero' Trump non parla e all'ultima provocazione di Pyongyang risponde con un "no comment" veicolato dal capo del Pentagono James Mattis. E' la scelta tattica di Washington di non dedicare troppa attenzione alle 'provocazioni' di Kim jong-un. Non per ora, o almeno presumibilmente fino a quando non sara' piu' chiara la natura di quest'ultimo gesto. Nello specifico la natura del missile che, lanciato dalle coste orientali del Paese alle 17.21 di sabato ora di Washington (gia' il giorno seguente in Corea del Nord), dalla citta' di Sinpo, e' espoloso quasi immediatamente dopo il decollo. Le prime indicazioni dalla Difesa sucoreana, poi la conferma dei militari Usa, stabilendo che e' stato utilizzato un unico missile e che l'area interessata e' la stessa individuata per recenti tentativi falliti di lanci.Adesso Corea del Sud che Stati Uniti sono impegnati a ottenere maggiori informazioni sul tipo di missile utilizzato. "Il presidente e la sua squadra militare sono al corrente dell'ultimo tentativo fallito di lancio missilistico della Corea del Nord. Il presidente non ha alcun ulteriore commento", e' la breve nota diffusa da Mattis, mentre il presidente Trump resta nel suo resort di Mar-a-Lago in Florida, e che sembra cosi' sottolineare la scelta della Casa Bianca di rispondere senza clamore. Nonostante, o forse proprio per via delle risolute parole di Trump degli ultimi giorni. Il presidente e' stato chiaro nel suo tentativo di cercare il coinvolgimento della Cina nella risoluzione del 'problema' nordcoreano, ma altrettanto esplicito e' stato nello scandire che se l'aiuto non dovesse arrivare gli Stati Uniti sono pronti ad occuparsene anche senza Pechino. E per dimostrarlo Trump ha mobilitato una "armada" (ovvero due cacciatorpedinieri in grado di lanciare missili Tomahawk verso il sito dove sono stati effettuati test nucleari nordcoreani. Bombardieri pesanti B-52 e B-2 Spirith nella base aerea di Guam, pronti ad attaccare se necessario. Quindi la portaerei Uss Carl Vinson in avvicinamento).Anche da soli, ma non senza la previa consultazione degli alleati nell'area che e' gia' in corso. In queste ore giunge a Seul il vicepresidente Mike Pence, prima tappa di un tour di 10 giorni nell'area toccando cinque paesi. Domani Pence vedrà il premier sudcoreano Hwang Kyo-ahn, che svolge le funzioni presidenziali in attesa delle elezioni di maggio. Martedì sara' a Tokyo, dove incontrerà il premier Shinzo Abe. Quella col Giappone è infatti per l'America alleanza cruciale per gli equilibri regionali e anche a livello globale. Secondo le prime segnalazioni del ministero della Difesa dopo il tentativo di lancio di un missile balistico da parte della Corea del Nord, la sicurezza sul territorio giapponese non è stata messa a rischio.



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