Siria: Usa, Gb e Francia bombardamenti erano necessari. Almeno 20 morti in base iraniana ad Aleppo

Italia, Domenica 15 Aprile 2018 - 09:31 di Redazione

Dopo il raid in Siria, Donald Trump telefona agli alleati Macron e May. Li ringrazia per il sostegno nell'attacco ai presunti arsenali di armi chimiche di Assad, poi la Casa Bianca fa sapere che i tre hanno convenuto sul fatto che i bombardamenti "hanno avuto successo" ed erano necessari per indebolire il programma di armi chimiche di Damasco, e hanno ribadito come la priorità in Siria sia quella di sconfiggere definitivamente l'Isis. La Russia incassa la bocciatura della sua richiesta di condanna dell'attacco da parte dell'Onu e l'intelligence Usa sembra escludere possibili rappresaglie. Ma le tensioni restano. In Siria sono arrivati gli ispettori dell'Opac per vigilare sul rispetto dei trattati. Gentiloni invoca soluzioni diplomatiche, conferma la linea italiana contraria a ogni intervento militare e auspica che non si inneschi una escalation. E ci  sarebbero almeno 20 vittime nell'attacco aereo sferrato ieri sera contro una importante base iraniana a sud di Aleppo, in Siria. A riferirlo l'agenzia russa Tass, che cita media turchi. L'esplosione ha colpito un campo di addestramento iraniano. Aerei sono stati visti sorvolare la zona, ma "la loro identità è sconosciuta".

Usa, Francia e Gb attaccano le armi chimiche di AssadSono le nove di sera a Washington, poco prima dell'alba a Damasco, quando la tempesta di missili promessa da Donald Trump si abbatte sulla Siria. Il presidente americano sta ancora parlando alla nazione in diretta tv dalla Casa Bianca quando alcuni dei bersagli prescelti dal Pentagono, in accordo con Londra e Parigi, sono già stati colpiti. A poca distanza l'uno dall'altro, arrivano anche gli annunci di Emmanuel Macron e Theresa May, gli unici alleati degli Usa che non si sono sfilati dall'azione militare per punire il regime di Assad per l'uso delle armi chimiche. L'offensiva dura circa un'ora. E per il momento si tratta di un 'one-time shot', come l'ha definita a caldo il numero uno del Pentagono James Mattis, un'azione unica. A cui però potranno seguirne altre se Damasco farà nuovamente ricorso ai gas: "Abbiamo dato alla diplomazia chance su chance. Ora il tempo delle parole è finito, e se la Siria userà ancora i gas gli Stati Uniti hanno il colpo in canna e sono pronti a sparare", ha minacciato senza mezzi termini l'ambasciatrice Usa all'Onu Nikki Haley durante la riunione del Consiglio di sicurezza convocata d'emergenza al Palazzo di Vetro di New York.

Intanto, nonostante ci vorrà del tempo per una valutazione completa sui risultati dei raid, Trump esulta: "Missione compiuta", ha scritto di primo mattino su Twitter. Mentre a Mosca, dove si minacciano "conseguenze", monta l'ira di Vladimir Putin, che parla di "aggressione" e definisce l'azione di Usa, Francia e Regno Unito come "una violazione del diritto internazionale". Anche se la Russia si è vista bocciare una risoluzione di condanna dell'attacco dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. Per ora dunque si è trattato di una sola ondata di raid aerei e di missili partiti dalle navi posizionate nelle acque del Mar Rosso, una pioggia di circa 100 colpi. E un'azione "limitata e proporzionata", mirata a colpire il cuore del programma di armi chimiche del governo siriano. Tre gli obiettivi militari centrati: un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio per armi chimiche a ovest di Homs e un importante posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo. Ma la lista dei target possibili è molto più lunga. "L'attacco di stanotte ha azzoppato il programma di armi chimiche di Damasco, lo ha riportato indietro di anni e ha quindi indebolito la possibilità di futuri attacchi chimici da parte del regime di Assad", hanno spiegato i vertici del Pentagono, che a dispetto della versione di Mosca assicurano: "Ogni bersaglio scelto è stato colpito con successo".

Ansa



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