Università di Padova, Bologna e Torino al top dell'eccellenza

Le università di Padova, Bologna e Torino sono al top delle eccellenze nella valutazione presentata dall'Agenzia per la valutazione della ricerca (Anvur). Padova, riconosciuta come eccellenza in ben 11 aree di ricerca delle 16 considerate nella valutazione, con Bologna (eccellente in 10 aree) e Torino (9). Seguono Firenze e Milano Bicocca, ognuna delle quali si è distinta in 8 aree, e poi Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Scuola Normale di Pisa, Statale di Milano e Politecnico di Torino, ciascuna distinta in 5 ambiti.In generale il rapporto sulla Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) indica che si sono distinte almeno in un settore come esempio di eccellenza 59 università sulle 96 considerate dal rapporto. Anche se prevale il numero delle università che si trovano nel Nord e al Centro, sono ben rappresentate anche le università del Sud. "Assistiamo a un processo di convergenza che però è ancora lontano dal colmare le differenze geografiche", ha rilevato il coordinatore della Vqr, Sergio Benedetto.Ricerca italiana più produttivaIn generale dal rapporto dell'Anvur emerge che la ricerca italiana è diventata più produttiva: nel giro di cinque anni le pubblicazioni scientifiche sono aumentate e sono anche più citate, contemporaneamente si sta riducendo la distanza fra le università del Nord e del Sud. Il rapporto ha analizzato la produttività scientifica di 96 università e 12 enti pubblici di ricerca vigilati dal ministero per la ricerca più 26 enti che hanno deciso volontariamente di sottoporsi alla valutazione. E' emerso che "tra il 2011 e il 2014 la ricerca universitaria italiana è migliorata", ha detto il presidente dell'Anvur, Andrea Graziosi. I dati, ha rilevato il ministro, "indicano prospettive d'azione" che sono "utili a prendere coscienza dei punti di forza e di debolezza".Le sccellenze fra gli entiDei 38 enti di ricerca considerati nel rapporto dell'Agenzia per la valutazione della ricerca (Anvur), 16 sono le eccellenza che rientrano almeno in una delle aree considerate nel rapporto dell'Anvur.Per la sua stessa natura, che abbraccia numerose discipline, il Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) è presente in 16 settori, seguito a distanza da enti dalla vocazione più specializzata, come l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e il Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea), presenti ciascuno in 6 ambiti. Al terzo posto la Fondazione Bruno Kessler (Frk), con 5 discipline di punta e poi Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto italiano per la ricerca in metrologia (Inrim) e Istituto Santa Lucia, presenti ciascuno in 3 ambiti. Produzione scientifica in controtendenza, continua a crescereLa produzione scientifica italiana va in controtendenza rispetto a quanto accade a livello internazionale. I dati dell'Anvur indicano una crescita costante dal 2014 al 2016, mentre la produttività di Unione Europea e Stati Uniti è in calo e cede il passo alla Cina, che sta facendo la parte del leone per numero di pubblicazioni. Negli ultimi anni il contributo dell'Italia alla produzione scientifica mondiale è aumentato dal 3,5% al 3,9%, anche se il nostro Paese non ha abbandonato il quarto posto per produttività scientifica in Europa. E' infatti preceduta da Regno Unito (6,9%), Germania (6,0%) e Francia (4,2%). E' aumentata nel frattempo anche la qualità della ricerca italiana, con un indice di citazioni nella letteratura scientifica internazionale che dal 2014 al 2016 è aumentato da 1,20 a 1,51, portandosi al di sopra della media dell'Unione Europea (1,32) e a quella dei singoli Paesi Ue, come Francia (1,35), Germania (1,43), Spagna (1,29) e perfino al di sopra degli Stati Uniti (1,47).

Ansa



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