Biotestamento: A tre mesi da ok Camera, che fine ha fatto?

Italia, Sabato 29 Luglio 2017 - 09:14 di Redazione

La vicenda di Elisa. da 12 anni attaccata a un sondino, e il cui padre ha chiesto che le venga staccata la spina riporta in discussione il tema del biotestamento. Proprio mentre in Parlamento, a più di dieci anni dalla morte di Pier Giorgio Welby, l'esame delle proposte di legge in materia è, di fatto, rimandato a settembre. 'Colpa' dei tremila emendamenti che gravano sul testo al Senato dopo l'ok della Camera avvenuto il 20 aprile scorso. "Tremila emendamenti - ha detto la presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama Emilia De Biasi - sono stati presentati al provvedimento sul Biotestamento all'esame della commissione Sanità del Senato: con tale premessa, è molto probabile che l'esame del testo da parte dell'Aula slitti a settembre".   "Avanzo una proposta: se il numero degli emendamenti resterà tale - ha aggiunto - propongo di andare direttamente in Aula senza il mandato del relatore, per passare cioè ad un esame degli emendamenti direttamente da parte dell'Aula". Anche per tale decisione, tuttavia, secondo De Biasi è "probabile" che sia necessario attendere dopo la pausa estiva.Il TESTO sulle 'disposizioni anticipate di trattamento' è composto di cinque articoli e regolamenta le decisioni sul fine-vita. L'articolo 1 regola il consenso informato del fine vita. In base al testo 'il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico'. Inoltre, 'nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure'. Nel testo resta un'altra norma dal forte impatto: le cliniche private, ed in particolare quelle cattoliche, convenzionate con il sistema sanitario nazionale, non potranno chiedere alle Regioni di essere esonerate dall'applicazione delle norme sul biotestamento "non rispondenti alla carta di valori su cui fondano i propri servizi". Avanza così dopo anni di ostacoli il provvedimento dopo più di 10 anni dalla morte di Pier Giorgio Welby e il clamore degli italiani andati in Svizzera con Marco Cappato e Mina Welby, indagati ieri per istigazione al suicidio. La prima parte riguarda il consenso informato del paziente cosciente, e quindi capace di esprimere direttamente le proprie volontà sulle cure; la seconda parte le Dat, direttive anticipate di volontà.E' dal 2013 che si parla dell'argomento alle Camere.

Ansa



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