Siria: Gentiloni, attacco non è partito da basi Italia

Italia, Sabato 14 Aprile 2018 - 11:51 di Redazione

"L'Italia non ha partecipato" all'attacco in Siria e "il supporto logistico che forniamo agli Stati Uniti, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria". Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloniin una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi. "Non è il momento dell'escalation, è il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile". "L'azione circoscritta, mirata a colpire" le armi chimiche, "non può e non deve essere l'inizio di un'escalation. Questo è quanto l'Italia ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a ribadire", afferma Gentiloni.Il premier si è consultato questa mattina con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla crisi siriana. Nel corso di una telefonata - si è appreso - Gentiloni e Mattarella hanno fatto il punto della situazione."Stanno ancora cercando le 'armi chimiche' di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi 'missili intelligenti', aiutando per altro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi". Così Matteo Salvinisu twitter sull'attacco in Siria."In queste situazioni è meglio non pensare e non dire nulla". Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha bocciato laconicamente il duro commento di Matteo Salvini contro l'attacco missilistico ad opera di Usa, Francia e Regno Unito. "Si tratta di un attacco su obiettivi precisi contro siti legati alla produzione di armi chimiche che traduce il principio internazionale di condanna di queste armi", ha aggiunto Berlusconi."In queste ore di tensione e di grande ansia è necessario rilanciare il massimo impegno politico e diplomatico per bandire l'uso criminale di armi chimiche, fermare le violenze e restituire la parola al negoziato come unica strada per mettere fine al dramma che la Siria vive da sette anni". Lo dichiarano in una nota congiunta il segretario reggente Pd Maurizio Martina e il responsabile Esteri dem Piero Fassino."Sosteniamo la posizione assunta dal Governo e dal Presidente Gentiloni e ogni iniziativa intrapresa dall'Unione Europea e dall'Onu", aggiungono."Attacco in Siria fuori dalla legalità internazionale in assenza di un pronunciamento dell'ONU sui presunti attacchi chimici. Evidentemente i disastri causati in Libia non hanno insegnato nulla. L'Italia non assecondi questa pericolosa deriva". È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Ansa



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